Presentato l’8° Rating dei menù scolastici, l’indagine annuale di Foodinsider che fotografa lo stato della mensa e ne traccia l’evoluzione, per scoprire la quantità di scarti, le best practice e i Comuni che migliorano anche grazie all’applicazione dei CAM, i Criteri Ambientali Minimi, la legge che trasforma la mensa in uno strumento di sviluppo del territorio in chiave sostenibile. La top ten della classifica non offre sorprese: numero uno rimane Fano, seguito da Cremona e Parma, una triade di Comuni virtuosi che ogni anno sembra fare meglio. Tre le best practice di cui si parla nel report dell’8° Rating: la mensa scolastica gestita dal comitato genitori di Faedis, che da più di 20 anni si occupa degli acquisti, in prevalenza di biologico, da produttori locali; la mensa del Comune di Fano, che non a caso è conosciuto come la ‘città dei bambini e delle bambine’, da tre anni è in cima alla classifica.
“I risultati più importanti si ottengono sempre con l’impegno e la dedizione e, nel caso della refezione scolastica, sono anni che il Comune di Fano investe risorse, passione e professionalità per ampliare e migliorare questo servizio così importante e delicato. Ancora una volta Fano si conferma un modello capace di innovarsi anno dopo anno – dichiara il Sindaco Massimo Seri – Un ringraziamento per questo risultato va all’Assessore Samuele Mascarin e al personale dei Servizi Educativi del Comune di Fano per il grande lavoro di squadra, a tutti gli operatori scolastici, al dietista, al personale che opera nelle cucine, al personale Dussman e ai genitori dei Comitati Mensa”.
“Per la sesta volta Fano raggiunge il podio affermandosi per il terzo anno consecutivo prima a livello nazionale tra le realtà più avanzate rispetto all’educazione alimentare alla qualità dei menù proposti. Un ulteriore riconoscimento per i Servizi Educativi del Comune di Fano che gratifica l’impegno che tanti di noi hanno profuso in questi anni – aggiunge l’Assessore Samuele Mascarin – Continuare a garantire altissimi standard qualitativi è un grande e non scontato risultato, che dimostra concretamente cosa voglia dire essere la città delle bambine e dei bambini”.
